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Uomini e Donne. Come sopravvivere alla pressione dell' IGNORANZA

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Mancano pochi giorni all’inizio del nuovo anno solare, e questo è un periodo ottimo per fare le stime dei progetti che abbiamo portato a termine e quelli che abbiamo procrastinato, le classifiche dei migliori film dell’anno, i conti con noi stessi. È bene darsi proprio adesso, quindi, un’occasione per riflettere, accelerare, recuperare, rivoluzionare parti di noi.

 

Quindi, come buon augurio non parlerò del teatro ma di alcuni dei  CLICHÉ legati al RAPPORTO DI COPPIA: con la speranza che siano sempre di più dei brutti ricordi o una fake news da rotocalco da esplorare come un curioso reperto. Non escludendo la possibilità che qualcuno possa prendere spunto per qualche personaggio di una commedia.

 

La prima cosa da sottolineare è che gli stereotipi non sono insiti nella personalità degli individui né sono questioni genetiche che vengono perpetuate di generazione in generazione. Sono opinioni generalizzate e valide in certi contesti e non in altri.

 

 

SI DICE, ad esempio,  che le donne parlino troppo e siano multitasking e che gli uomini parlino decisamente meno e riescano a fare una sola cosa alla volta: questo “si dice” livella ogni differenza individuale. Anzi, crea dissapori, un domino di giudizi sommari, prigioni da cui diventa difficile affrancarsi.

 

Se oggi pensiamo che i maschi e le femmine siano l'espressione di due mondi che non comunicano è solo perché è la PRESSIONE SOCIALE vuole così.

 

Quando gli scienziati parlano di determinate aree del cervello più o meno sviluppate in un essere umano parlano di potenzialità e tendenze, non di trappole che dobbiamo nutrire.

I generi sono stati creati per semplificare la complessità umana.

 

Maschile e Femminile sono due facce della stessa medaglia, sono due aspetti che ogni individuo ha in parti differenti e si manifestano in modo diverso a seconda del contesto in cui agiscono.

 

Ma sono consapevole che in tante occasioni, per esempio sul web è bene generalizzare - il tuo pubblico è più ampio, i like sono più facili.

La generalizzazione riduce lo stress: quindi permettiamo di buon grado di farci assegnare in una categoria con determinate caratteristiche. (Vistomai dovessimo trovare soluzioni a problemi altrimenti trascurabili…)

 

Tuttavia siamo davvero scuri che tutti gli uomini sono degli stronzi e tutte le donne sono delle rompipalle? o sono schemi a cui ci siamo abituati e niente di più? 

Ma è un dato di fatto”, penserà qualche lettore: ma siamo sicuri che i “dati di fatto”  non siano occasioni create (anche da noi stessi) per confermare le nostre credenze?

 

Comunque parlare di donne e uomini come due mondi incomunicabili, ha dato occasione a molti esperti di dire la loro (come Allan e Barbara Pease) e a tanti psicologi di inventare test complessi e geniali…un’occasione per parlarne ancora di più. Dalle tribune politiche al bar di paese l’interesse è trasversale e vivissimo: forse c’è qualcosa che ancora rimane insondato? 

 

Quali sono i cliché (in cui ormai in pochi si riconoscono)?

 

 

Gli uomini mentono, le donne vogliono aver ragione su tutto. Gli uomini non amano impegnarsi, le donne piangono per ottenere ciò che vogliono. Le donne parlano senza arrivare mai al punto, gli uomini fanno gli occhi dolci ad altre donne - tranne che alla propria: troppo spesso. Le donne amano comprare cuscini nuovi e spostare mobili. Gli uomini amano rivedere lo stesso gol più e più volte in tv. Le donne amano comprare le scarpe. Gli uomini amano acquistare trapani elettrici e non considerano un abito firmato in saldo il migliore affare della loro vita. Se una donna schiaffeggia un uomo in pubblico tutti pensano che lui ha torto.

 

 Per le donne conoscere i dettagli e le informazioni personali è congenito. Si aspettano di essere ascoltate. Se un uomo è triste e non fornisce spiegazioni del suo stato d’animo, sicuramente, per la donna, sta uscendo con un’altra (quando in realtà è dispiaciuto perché ha  perso la squadra di calcio del cuore). Nei bagni dei locali le donne parlano di tutto e tra amiche si passano la carta igienica. Gli uomini non si guardano nemmeno.

Le donne/mogli tormentano e assillano gli uomini per mutande e calzini sparpagliati per casa, per il sacchetto della spazzatura non buttato e li rimproverano di essere pigri, ma non trovano soluzioni a questo tranne che continuare a ripetere di fare o non fare delle cose. 

 

Ci si lamenta e non ci si muove davvero verso una soluzione.

C’è un TABÙ evidente quando ci si limita a dire “son fatte così” o “sono tutti uguali".

Ah, il maschio/marito puntualmente brontolerà. 

 

Una piccola nota inquietante su quanto l’umanità è stata schiava di se stessa. Si dice che sia la donna che rimprovera l’uomo che subisce. Giusto? Fino al XIX secolo se un uomo riusciva a provare l’assillo della moglie davanti ad un tribunale, lei veniva condannata alla sedia a immersione per “ raffreddare i suoi bollenti spiriti”. Era legata ad una sedia e immersa nel fiume o nel lago, pubblicamente. Stesso trattamento per streghe e piccoli criminali.

 

 

E la situazione - successe davvero - sfuggì di mano,  come racconta Michael Kerrigan nel suo libro”gli strumenti di tortura” . 

 

Anche oggi la gogna pubblica dei generi spunta di tanto in tanto.

Speriamo che con il nuovo anno gli individui possano affrancarsi dal dolore di non fare ciò che li fa stare bene e di stare con chi li imprigiona in schemi di comportamento così difficili da eliminare.

 

La coppia non è di per se una condanna

se è costruita sulla libertà di espressione e il rispetto per l’individuo.

 

(In questa prospettiva sicuramente una donna che pensa alla sua realizzazione si organizzerà per farsi aiutare da un operatore domestico, se la casa non è la sua priorità. E che davanti ad un calzino lasciato nella lettiera quello ad aver da ridire…sia solo il gatto.)

 

 

...AL NOSTRO MIGLIOR ANNO! -.-

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